30 luglio 2014

Pioggia, cappuccino e l'american muffin perfetto!





Un mercoledì mattina di luglio ti alzi pigramente verso le 10 ed aprendo le persiane scopri che la giornata è uggiosa, ma fresca e arieggiata: che fai?

a- Imprechi contro le stagioni che non sono più affidabili;
b- Torni a letto e cerchi di riaddormentarti per dimenticare;
c- Accendi il forno e tiri fuori la ricetta di Diletta.

Indovinate cosa ho scelto?

La c...ovvio, la giornata mi piace così com'è, non m'importa il tempo. Qualcuno mi ha insegnato, qualche anno fa, che non conta com'è il tempo, ma conta il tuo equipaggiamento.

Quindi io sorrido e, trovando il lato positivo della giornata, accendo il forno e preparo gli american muffin che invadono la cucina di un delizioso profumo di colazioni insieme: in un attimo la giornata inizia nel migliore dei modi.

Diletta, che è una grande esperta di muffin, ha codificato la ricetta perfetta ed io non potevo che affidarmi a lei.

La ricetta che riporto è quella di base, ma su Gastronomia Mediterranea, potrete leggere un articolo interessante proprio sui muffin e non solo su quelli americani.


Ingredienti
Per 9-11 muffin medi
255g Farina debole
tsp  lievito chimico (oppure 8-9g)
½ tsp sale (1 pizzico abbondante)
110-170g zucchero (io 100 di quello bianco e 40 di quello di canna)
1 uovo
240 ml latte intero
90ml olio (di riso, extravergine se delicato, etc.) o 85g burro, fuso e tiepido (io burro)
Aromi:  vaniglia o buccia di limone/arancia grattugiata (io estratto di vaniglia homemade)
Preparare lo stampo con i pirottini o ungerlo e infarinarlo. Accendere il forno a 190-200°C (statico). In una grande ciotola setacciare insieme: farina, baking, sale e zucchero. In una ciotola separata, sbattere leggermente l’uovo con una forchetta e aggiungere il latte, gli aromi e poi l’olio/burro. Versare in un sol colpo gli ingredienti umidi su quelli secchi e mescolare con un cucchiaio fino a quando non è più visibile farina facendo attenzione a raschiare bene i bordi e il fondo della ciotola (non più di 30"). Riempire i pirottini fino a ¾ e infornare per 25-30’ fino a quando i muffin sono dorati (prova dito). Lasciare raffreddare per 5-10’ nello stampo e poi sformare.
Ho aggiunto circa 100 g di cioccolato fondente tagliato a sottili sfoglie.



25 luglio 2014

La crescia



Avrò avuto diciott'anni o giù di lì la prima volta che ho assaggiato questo pane e mi è piaciuto subito parecchio.

L'ho mangiato tanti anni fa a casa di amici di famiglia, che mi hanno fatto scoprire un mondo di sapori fino ad allora mai conosciuti, che sono rimasti nei miei ricordi e nella mia cucina.

E' un pane veloce, tipico dell'umbria e, più precisamente nei miei ricordi, di Gubbio.
Un pane che può ricordare la piadina e che si mangia farcito di salumi o di salsiccia e verdura, insomma un pane conviviale, da preparare e gustare con gli amici.

Non c'è una ricetta rigida, con dosi precise come per un dolce, ma io la preparo così:

Ingredienti

500 g di farina 0
260/280 g di acqua tiepida
1 bustina di lievito per torte salate
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
8 g di sale

Faccio un impasto, partendo dalla solita fontana.
Lavoro bene per circa 8/10 minuti e divido l'impasto in due palle di ugual peso.
Copro con due ciotole e lascio riposare una mezz'ora.

Metto a riscaldare un testo per cuocere la piadina, ma va bene anche una pentola antiaderente, mettendo uno spargifiamma, in modo che il calore non risulti troppo aggressivo.

Prendo una palla riposata e comincio a stenderla su un piano leggermente infarinato.
Cerco di renderla tonda e mi fermo ad un'altezza di circa 1 cm.

Bucherello la pasta e metto sul testo bello caldo.
Lascio cuocere circa 10 minuti per parte, in modo che si cuocia bene fino all'interno, ma che non si bruci.

Appena cotta la divido in spicchi che spariscono prima di accorgermene...

25 giugno 2014

Madeleines



[...] in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa [...].
M. Proust
Il piacere delle piccole cose, delle cose semplici, ma fatte con attenzione e amore. Queste madeleines sono semplici, con pochi ingredienti, ma riempiono la cucina di un profumo meraviglioso e il palato di un gusto che sa di infanzia.
Visto l'inaspettato fresco di questi giorni le ho rifatte, con la ricetta della carissima Alda e la magia si è ripetuta!

Ingredienti

125 g farina 

125 g burro fuso
2 uova medie
1 presa di sale 
125 g zucchero (io aromatizzato alla vaniglia)
buccia limone o arancio grattugiato oppure (meglio) un cucchiaino d'acqua ai fiori d'arancio.

Mescolare rapidamente le uova con lo zucchero e con la farina: attenzione le uova non vanno montate come si farebbe per il pan di Spagna, ma lavorate quel tanto che basta per sciogliere lo zucchero, prima di aggiungere sempre battendo gli altri ingredienti.

Quando l'impasto è liscio aggiungere il burro fuso ma intiepidito.
Mettere l'impasto in frigorifero per almeno un'ora.
Imburrare gli appositi stampini e riempirli per 3/4.
Infornare in forno a 200° ed abbassare subito a 170°C.
Lasciare cuocere fino a che sono dorate.



04 giugno 2014

Semplicità





Una torta semplice, dal sapore di buono, di casa.
Una torta veloce, con pochi dosati ingredienti.
Una torta che mi piace moltissimo e che faccio spesso.
La ricetta è della bravissima Giulia Scarpaleggia (di chi se no?) e ve la consiglio davvero!

L'ho preparata sia nella versione estiva come propone Giulia, con le pesche, sia in una versione più primaverile, con le fragole, ma il risultato non cambia, è meravigliosa!

Ingredienti

500 g di ricotta freschissima di pecora (io di latte vaccino, acquistata al mercato contadino)
1 pizzico di sale
1 cucchiaio colmo di fecola di patate
4 cucchiai di zucchero di canna
4 tuorli
2 albumi
Scorza di 2 limoni grattata
Qualche rametto di timo limone (non l'avevo, ma lo pianterò presto nell'orticello)

Per le fragole
1 cestino di fragole profumate
2 cucchiai di zucchero di canna
Succo di ½ limone
1 bacca di vaniglia aperta

Procedimento

Ho lavorato la ricotta con un cucchiaio di legno fino a farla diventare liscia.
Ho aggiunto la fecola di patate, lo zucchero di canna, i tuorli, la scorza di limone grattata e le foglioline di timo. Alla fine ho unito delicatamente gli albumi montati a neve.
Ho imburrato uno stampo rotondo da 24 cm, ricoperto con carta forno (per non avere sorprese ;) e  versato l'impasto, livellandolo.
Ho cotto in forno caldo (statico) a 180°C per circa 50 minuti, finché non è dorato e sodo. 
Ho lasciato raffreddare nello stampo e poi sformato su un piatto da portata.
Ho lavato le fragole, tagliate in quarti e cotto con il succo di limone, lo zucchero e la vaniglia per 5 minuti. Alla fine le ho versate con tutto lo sciroppo sul dolce.
Dopo qualche minuto (se riuscite ad aspettare) sarà pronta da assaggiare!

Deliziosa!



27 maggio 2014

La merenda: una coccola speciale



La merenda è un momento di pausa per una coccola, tra un problema di geometria ed una versione di latino. Un abbraccio che sostiene corpo e mente, una coccola che, se preparata con amore, aiuta a non sentire la stanchezza.

In questi ultimi giorni di scuola il lavoro si fa più pressante, la stanchezza si sente di più e c'è bisogno di una ricarica speciale!

Proprio in questi giorni ho avuto la fortuna di conoscere e avere tra i libri di cucina un ricettario prezioso, fatto di profumi di casa, di piatti di una volta, che sanno di buono e la prima ricetta che ho preparato è stata una merenda.

Dei semplicissimi sandwich, ripieni di marmellata che, passati nell'uovo ho cotto in padella in una generosa noce di burro...che semplicità e che bontà!

Il libro s'intitola proprio "Una noce di burro" ed è stato scritto da due cuoche meravigliose: vi invito a visitare il loro blog!





La ricetta è semplicissima:

Ho preso 4 fette di pane tipo panbauletto, le ho cosparse di marmellata di amarene, richiuse e passate in 1 uovo intero, sbattuto con mezzo bicchiere di latte.

Ho passato i sandwich per bene, su entrambi i lati, e ho cotto in padella calda, dove ho fatto sciogliere una noce di burro.

Appena hanno preso colore li ho posati su un foglio di carta da cucina e, dopo aver tagliato, li ho cosparsi di zucchero a velo.

Ottimi, profumati e da servire con un bel bicchiere di latte!