01 gennaio 2016

Gateau à la crème stracciatella

"Se prima eravamo in due a condividere ricette, 
adesso siamo in tre e ci divertiamo come matte!"



Eh sì, perché è bastato un mese, due whatsapp e tre matte e il giorno di Natale in tre case diverse, in città diverse e lontane, abbiamo festeggiato con lo stesso dolce e la cosa ci ha divertito moltissimo!

Complice l'acquisto di riviste di cucina francese, che io, Gaia Profumo di Mamma ed Emanuela La Dolce Peonia, amiamo molto e la promessa di programmare un bel corso insieme a Parigi, magari proprio dal nostro pasticcere del cuore: Christophe Felder!

Ci siamo divertite molto, abbiamo condiviso consigli, errori, pensieri e ottime idee per "migliorare" la ricetta e farla diventare un po' nostra (come sempre succede a chi ama cucinare).
Non è stato semplicissimo sincronizzarci: il mese di dicembre è sempre pieno di impegni e si finisce per arrivare al giorno di Natale con il fiatone!

La ricetta, presa dalla rivista Saveurs di dicembre 2015, l'abbiamo scelta per la sua forza scenografica e perché il cioccolato piace a tutte e devo dire che la scelta è piaciuta a tutti colori che hanno potuto assaggiare questa bontà.

Con questa torta voglio augurare a tutti, lettori del blog, appassionati di cucina, curiosi e a chi mi ha seguito e sostenuto in quest'anno, un meraviglioso e dolcissimo 2016.

Io voglio ringraziare di cuore Gaia ed Emanuela per la loro amicizia e per aver condiviso insieme un bel momento di cucina e di passione condivisa.

Ed ora ecco a voi la nostra "ricetta condivisa" per iniziare un dolcissimo 2016 in compagnia!





Gateau à la crème stracciatella

Ingredienti per la base

20 g di cacao in polvere
6 uova medie
125 g di zucchero
100 g di farina 00
1 pizzico di sale
burro per lo stampo 

Ingredienti per la crema stracciatella

200 ml di panna fresca
200 g di mascarpone di ottima qualità
100 g di cioccolato fondente

Ingredienti per la ganache al cioccolato

200 g di cioccolato al latte
50 d di cioccolato fondente (io ho invertito le quantità perché a noi piace di più il cioccolato fondente...)
200 g di panna fresca

Procedimento

Ho riscaldato il forno a 180° e ho preparato uno stampo da 16 cm di diametro  ungendo con burro e ricoprendo con carta forno.

Ho preparato la base, separando le uova e battendo i bianchi d'uovo con un pizzico di sale fino a farli diventare a neve ben ferma.

Ho sbattuto i tuorli con lo zucchero, fino a quando sono raddoppiati di volume e ho unito farina e cacao setacciati in più riprese.

Alla fine ho unito i bianchi d'uovo, ho messo nello stampo ed infornato per circa 20/25 minuti (controllare con stecchino di legno prima di sfornare).

ATTENZIONE! 
La ricetta della rivista prevede di suddividere l'impasto in 3 cerchi imburrati da 15 cm di diametro, ma io non disponevo di questi cerchi uguale e mi sono arrangiata con una sola tortiera sganciabile.

Per la crema stracciatella ho tagliato la cioccolata finemente con un coltello.

Ho montato panna e mascarpone insieme, senza esagerare...non deve diventare burro! Ho aggiunto un cucchiaio di zucchero a velo e ,alla fine, i 2/3 della cioccolata.

ATTENZIONE!
La ricetta non prevede l'aggiunta di zucchero a questo composto, ma. dopo breve consultazione tra "ragazze" abbiamo convenuto che ciascuna avrebbe aggiunto zucchero secondo i gusti.

Ho tagliato in 3 dischi la base raffreddata e ho montato la torta:

1- il primo disco di pan di spagna al cacao
2- metà della crema stracciatella
3- il secondo disco di pan di spagna al cacao
4- la restante metà di crema
5- l'ultimo disco di pan di spagna

Ho livellato ai bordi con un coltello piatto e ho messo a riposare in frigorifero.

Per la glassa al cioccolato ho preparato la ganache.
Ho tagliato il cioccolato e l'ho messo in una boule di vetro.
Ho messo a scaldare la panna a fiamma dolce fino a portarla al bollore.
Con una spatola ho amalgamato il composto e messo al freddo per circa 30 minuti a rapprendersi.

Con una spatola ho ricoperto interamente la torta di glassa al cioccolato, cercando di lisciare bene e ho coperto il tutto con le scaglie di cioccolato tenute da parte dalla crema.

Ho messo di nuovo a riposare et voilà, il gioco è fatto!




Osservazioni

1- La torta è davvero golosa, giusta per un giorno importante;
2- A tutte è parsa un po' asciutta, ma il giorno dopo era decisamente più buona ed "amalgamata" nei sapori;
3- Tutte siamo d'accordo che una leggera bagna non ci starebbe affatto male;
4- Devo rifarla! :)


18 dicembre 2015

Frolle di Santa Lucia


"Eh io di biscotti ne ho provati tanti..."

Lo so suona un po' come una pubblicità, ma devo confessarvi che tra tanti (tanti davvero) biscotti di pasta frolla provati, questi, che faccio ormai da tante "Santa Lucia", sono i migliori!

Prima di tutto devo dirvi che nella mia zona (Mantova) si festeggia il 13 dicembre, giorno che ricorda Santa Lucia, come il giorno in cui la Santa porta i regali ai bimbi.
E' una tradizione che conservo fin da quando ero bambina io e, con mamma e papà, preparavo biscotti, latte e un po' di paglia per l'asinello di Santa Lucia: un modo per ingraziarsi la Santa e sperare nella sua benevolenza.

Con i miei ragazzi, ormai grandi, festeggiamo ancora Santa Lucia e insieme all'arrivo dei doni prepariamo i biscotti con una ricetta che conservo da anni, letta nel "condominio" di Cucina Italiana, modificata negli anni secondo i miei gusti e che arriva direttamente da Verona, città vicina alla nostra dove Santa Lucia è festeggiata ed onorata.

Quest'anno li ho preparati di corsa...tra un impegno e l'altro e (non dovrei confessarlo) nell'impastarli ho scordato di mettere lo zucchero: con una bella spolverata di zucchero a velo erano buoni comunque...ma io credo di aver capito di aver bisogno di riposo!


Vi propongo questa ricetta, che è davvero veloce e giustissima per essere preparata insieme a grandi e piccini per una bella merenda insieme!

FROLLE DI SANTA LUCIA 

400 g  di farina 00
200 g  di burro freddo
150 g di zucchero a velo
2 tuorli
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
e, con il mezzo guscio delle uova, 2 mezzi gusci di vino bianco oppure 1 di grappa e uno d’acqua.

Si sfarinano insieme burro e farina per ottenere una "sabbia umida".
Si forma una fontana e si aggiungo tutti i restanti ingredienti.
Si impasta il tutto brevemente, battendo dal principio i tuorli con lo zucchero e aggiungendo poi gli altri ingredienti.
Mettere in frigorifero per mezz’ora.



Stendere la pasta con il matterello su un foglio di carta da forno  ad un'altezza di circa 5 mm e, con li taglia biscotti che preferite, formare le frolle (un po' distanziate tra loro) togliendo delicatamente la pasta in eccesso.
Cuocere per 15/20 minuti a 170° a forno caldo ventilato. 
Far raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo.

Durano qualche giorno, ma finiranno troppo presto!



16 dicembre 2015

Pane furbissimo al sapore di canapa



Eh sì, avete letto bene, al sapore di canapa...ma non pensate male!

Conoscete la farina di canapa? L’avete mai provata?

Per introdurvi questo tipo di prodotto, posso dirvi che il Ministero della Salute ha riconosciuto nel 2009 il contributo alla salute dei semi di canapa sativa e derivati, quali olio e farina.

L'introduzione di questo tipo di semi nell'alimentazione quotidiana è indicata come nutrimento essenziale, in particolare per prevenire malattie cardiovascolari, ridurre i livelli di colesterolo LDL e rafforzare il sistema immunitario.

I semi di canapa contengono naturalmente Omega-6 ed Omega-3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto ideale per l'uomo.
Un rapporto analogo si trova soltanto nell’olio di pesce, che però deve essere chimicamente trattato per essere estratto.

Io ho avuto la fortuna di conoscere TerreBasse, un produttore della mia zona che produce e commercia un’ottima farina di canapa e l’ho provata in diversi prodotti lievitati.

Per quanto riguarda la panificazione, generalmente si può unire la farina di canapa alle farine normali in ragione del 10% del peso.
La farina di canapa aggiunge alla normale farina fibre, proteine e grassi; la farina di canapa ha infatti un contenuto in materia grassa che varia dal 5 al 10% sul totale.
La presenza di grassi permette di diminuire il quantitativo di grassi da aggiungere alle preparazioni, come ad esempio nella preparazione  di un dolce o nella preparazione di schiacciate. Le proteine della canapa, poi, hanno una marcia in più rispetto a quelle della soia, in quanto sono tutte biodisponibili.
La farina di canapa conferisce ai panificati un sapore più deciso e goloso, erbaceo e speziato che ricorda a volte il pepe ed a volte la nocciola.

Vi propongo una ricetta già proposta ma con l’aggiunta della farina di canapa e dei semi di girasole che rendono questi paninetti davvero golosi, con un sapore di nocciole e una delicata nota speziata davvero piacevole!

PANE FURBISSIMO AL SAPORE DI CANAPA
ricetta originale di Araba Felice

per 16 pezzi piccoli, o 8 panini normali 
(io anche 24 bocconcini sfiziosissimi)

350 g di farina 1
100 g di farina integrale
50 g di farina di canapa
375 ml di acqua
2 cucchiaini rasi di lievito di birra disidratato oppure mezzo cubetto di quello fresco (oppure lievito madre liquido io 150 g)
un cucchiaino di miele (zucchero per i vegani)
2 cucchiai di semi di girasole
2 cucchiaini di sale rasi


Versare in una ciotola le farine, il lievito, il miele e il sale.


Aggiungere l'acqua mescolando con una forchetta finché il tutto sarà amalgamato.
Non impastare!


Coprire la ciotola con pellicola trasparente e far lievitare fino al raddoppio, circa un'ora e mezzo/due a seconda della temperatura.

Lavorando velocemente ed aiutandosi con una spatola staccare l'impasto dalla ciotola facendo attenzione a non sgonfiarlo troppo e rovesciarlo su un pezzo di carta forno ben spolverato con farina (io semola di frano duro che rende il pane croccantino).

Dividere quindi l'impasto tagliandolo con un coltello in 8 o 16 pezzi.

A me piacciono molto di più dei piccoli bocconcini e quindi lo divido sempre in 24 pezzi.

Prendere con delicatezza ogni pezzo tagliato e adagiarlo su una teglia coperta con carta forno, senza impastarlo ma arrotolandolo leggermente su se stesso.

Cuocere subito in forno preriscaldato a 230° per un tempo variabile dai 25 ai 35 minuti, a seconda del forno.

I panini dovranno risultare ben coloriti.


Far raffreddare e servire.

10 dicembre 2015

Pizzette: elogio della semplicità!



"Si cucina sempre pensando a qualcuno, 
altrimenti stai solo preparando da mangiare".

Penso che cucinare sia un modo per donare qualcosa di noi a chi amiamo: il tempo che impieghiamo per preparare il pasto, l'attenzione nella scelta di un piatto speciale per un momento di festa, la passione e l'idea che fa nascere qualcosa di nuovo e ci porta a sperimentare.

Penso anche che la cucina non serva a celebrare la bravura o la passione di chi cucina, ma sia utile ad unire le persone, a passare un po' di tempo insieme agli amici e a far star bene chi cucina e chi mangia.

La semplicità è la base di una buona cucina e se accompagnata da buoni prodotti e da tanta passione portano ad un prodotto finale che non potrà essere che una festa!

Cosa c'è di più festoso di una teglia appena sfornata di pizzette morbide e profumate?
Piacciono a tutti, ai piccoli nella semplicità del pomodoro e della mozzarella e ai palati più esigenti con tante diverse farciture che si potranno inventare!

Queste che vi propongo oggi sono delle mie maestre Margherita e Valeria Simili e sono davvero ottime e veloci da preparare: giuste per una festa, per un aperitivo, ma anche per una merenda improvvisata.

Io vi consiglio di provarle in tanti modi diversi e, se avrete un pomeriggio a disposizione, potrete diminuire il lievito e aumentare i tempi di lievitazione: saranno comunque una favola!

PIZZETTE delle sorelle Simili

Ingredienti

500 g di farina 0 (io la Petra 5)
250 g di acqua (a seconda della farina anche 260/280 g)
25 g di lievito di birra fresco, oppure 7 g di quello secco (una bustina)
40 g di burro morbido
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaio d'olio
un cucchiaino di sale

pomodori pelati
mozzarella
origano
olio extravergine

Sul piano di lavoro ho formato una fontana con la farina setacciata. Nel centro ho messo il lievito, lo zucchero e ho iniziato ad amalgamare con l’acqua non fredda.
Ho aggiunto l'olio, il burro morbido e impastando, a metà lavorazione ho aggiunto il sale.
Ho ottenuto un panetto morbido e omogeneo e l’ho posto in luogo caldo, coperto con un foglio di pellicola per farlo lievitare almeno un’ora.
Senza lavorare l’impasto lievitato, ho infarinato il piano di lavoro e ho tirato con il matterello una sfoglia di circa 3 millimetri di spessore.
Ho tagliato con un coppa pasta delle pizzette di circa 5 cm di diametro e le ho disposte su di una teglia da forno, ricoperta con carta forno.
Ho ammassato i ritagli e ho steso nuovamente per formare le ultime pizzette (per non avere dei ritagli si posso anche fare delle pizzette quadrate).
Ho messo a sgocciolare della polpa di pomodoro a pezzi, in modo che non bagnasse troppo la pasta delle pizzette e le ho condite, completando con origano e olio.
Le ho infornate a 200° per circa 5 minuti, dopodiché le ho completate con la mozzarella tritata e ho infornato nuovamente per altri 4-5 minuti.

  • si possono anche far raffreddare dopo la prima cottura, congelarle e finire la cottura con mozzarella in un secondo tempo, lasciandole prima scongelare per circa un’ora a temperatura ambiente;
  • le guarnizioni sono a piacere e possono costituire un ottimo aperitivo sempre diverso a seconda della stagione e degli ospiti: perché non provarle con crema di zucca e salamella mantovana sbriciolata? Ottime!


09 novembre 2015

Pane intrecciato ai semi saporiti




Il nome originale di questo pane sarebbe "twister bread" e l'autrice sarebbe Lorraine Pascale, ma vi devo confessare due cose.

Prima di tutto, amo guardare le trasmissioni di Lorraine sul Gambero Rosso: mi piacciono le riprese, i colori, le musiche, le idee e la simpatia della protagonista: insomma un bel programma di intrattenimento, fatto bene!

Secondo punto (questa volta dolente) riguarda le ricette proposte nella trasmissione e soprattutto quelle che riguardano la panificazione... beh quelle davvero mi hanno spesso lasciata un po' perplessa: le lievitazioni sono brevissime e gli impasti sempre poco idratati.

Nei giorni scorsi, guardando una puntata registrata, di fronte ad un bel pane intrecciato ho storto il naso: veniva impastato e direttamente tirato e messo a lievitare in forma! NO, mi sono detta...cosa ne direbbero le mie mitiche maestre Margherita e Valeria Simili?! Inorridirebbero!

Ecco allora che ho provato la ricetta, ma facendo lavorare il lievito (che peraltro non è poco) come si deve!

Il pane è davvero veloce, sì, ma va fatto lievitare nei tempi giusti.

In una domenica mattina, nel tempo di una colazione, mentre ci si gode la pace e la tranquillità della propria cucina (io sfoglio sempre qualche libro di cucina, ovvio), si può tranquillamente preparare un pane gradevole, profumato e scrocchiarello, ma con un cuore morbido, da sfornare giusto in tempo per l'aperitivo e da intingere in olio e salsa di soia: buonissimo!

Pane intrecciato ai semi per 6/8 persone

550 g di farina 0 (ma anche 1 andrà bene)
100 g di farina integrale
2 cucchiaini rasi di sale
7 g di lievito di birra secco attivo (1 bustina)
2 cucchiaini miele (io 5 g di malto diastatico)
400/420 g di acqua a temperatura ambiente (la quantità di liquidi varia a seconda del tipo di farina utilizzata)
semi di papavero e semi di sesamo
olio extravergine di oliva

Ho messo in una ciotola le farine con il lievito, il malto (per chi preferisce il miele), l'acqua e ho iniziato a mescolare con un cucchiaio di legno.
Ho aggiunto il sale e ho spostato il tutto sul piano di lavoro e ho impastato a mano per circa 8/10 minuti. 

L'impasto deve risultare liscio, omogeneo e morbido.


Ho messo a lievitare, coperto da un foglio di pellicola, per circa 1 ora (fino al raddoppio).

Ho infarinato leggermente il piano di lavoro e ho steso l'impasto, con un matterello, formando un rettangolo piuttosto sottile.
Ho spennellato la superficie con olio extravergine di oliva (Lorraine usa olio di sesamo) e ho cosparso una metà con una generosa quantità di semi di papavero e l'altra metà con semi di sesamo.



Ho schiacciato bene i semi sulla pasta con le mani e ho tagliato 8 strisce per il lungo: 4 ai semi di papavero e 4 ai semi di sesamo.

Ho arrotolato ogni striscia su sé stessa e, dopo averle alternate (una al papavero, una al sesamo e così via) le ho riunite in un unico fascio e le ho arrotolate tutte insieme a formare una corona tonda.

Ho messo la corona su di una teglia coperta da carta forno e ho lasciato lievitare coperta, per circa 1 ora.



Ho acceso il forno a 240°, mettendo un teglia vuota sul fondo del forno.

Al momento di infornare ho abbassato il forno a 200°, ho messo il pane lievitato nel forno e ho bagnato la teglia vuota, ma rovente, con una mezza tazza d'acqua fredda.

Ho cotto per circa 30/40 minuti: il pane deve risultare bello colorito e croccante fuori, ma il suo interno sarà molto morbido.



Io l'ho servito caldo, al momento dell'aperitivo, con al centro una ciotolina riempita con una parte di salsa di soia e tre parti di olio extravergine di oliva: buonissimo!